ARTICOLI DEL GIORNO

- Diritti Tv: Più equilibrio o dominio inalterato?

- La tv del popolo - Goran Pandev: Solo un sogno?

- Tutto Zamparini: "Grandi colpi off-limits"

La TV del popolo

Parte oggi la nuova rubrica del popolorosanero: "La TV del popolo" una serie di approfondimenti, video e servizi nati e voluti in funzione di dar sempre più qualità a questo blog di taglio giornalistico dedicato ai tifosi rosanero ed al Palermo calcio. Siamo partiti con grandi idee e molta voglia di fare, oggi aggiungiamo un nuovo tassello al nostro mosaico, tentando, nel nostro piccolo, di crescere sempre di più e di consentire a chiunque di trovare una finestra in più sul mondo del calcio rosanero. Dagli articoli, alle pagelle, alle interviste ai tifosi, sino ai nostri servizi. Parte così questa nuova rubrica, che dà ancor pià personalità a questo piccolo-grande spazio rosanero, nella speranza che ilpopolorosanero possa ottenere sempre più plausi e soddisfazioni.

Zamparini ha scelto Walter Zenga, ex tecnico del Catania: sei d'accordo con il presidente?

Televideo Rai

La Tv del popolo - Goran Pandev: Solo un sogno?

venerdì 3 luglio 2009

Diritti Tv: Più equilibrio o dominio inalterato?


Rendere più competitivo il campionato di Serie A. Ridurre la forbice tra i club cosiddetti “grandi” e quelli “medio-piccoli”. Questi in sostanza gli obiettivi che si pone il decreto legislativo 9/2008, meglio conosciuto come legge “Melandri-Gentiloni”, che all’articolo 3, comma 1, prevede il ritorno alla vendita centralizzata dei diritti televisivi. A partire dal campionato 2010-2011 infatti, la ripartizione di questi diritti avverrà attraverso un sistema che è utile scoprire, anche per comprendere le attuali strategie del Napoli. Che si sta rinforzando per sedersi al tavolo delle grandi, e avere una fetta cospicua della torta che bisognerà dividere a partire dal 2010.
CRITERI LEGGITTIMI? – Avverrà sostanzialmente in questo modo. Il 40% verrà ripartito ugualmente tra tutte le squadre. Un 30% sarà suddiviso attraverso il concetto di “bacino d’utenza”, che sarà a sua volta calcolato così: 5% in base alla popolazione della città d’appartenenza della squadra, 25% in base al numero di tifosi, che verrà quantificato grazie a indagini demoscopiche che la Lega affiderà a tre istituti diversi di ricerca statistica. Un’operazione quest’ultima, che verrà ripetuta ogni tre anni per aggiornare il dato. L’ultimo 30% sarà ripartito invece tramite il concetto di “storia del club”, accertato così: 5% classifica dell’ultimo campionato (questa percentuale verrà calcolata a partire dalla stagione successiva, avrà riguardo cioè al campionato 2010-2011). Alla fine del campionato, verrà assegnato un coefficiente, che va dai venti punti alla prima classificata, ad un solo punto all’ultima; il che nelle intenzioni potrebbe servire a ravvivare un po’ anche le ultime giornate, quando i giochi sono già scritti: arrivare noni piuttosto che decimi farebbe guadagnare un punto in più. Il 15% (sempre di quest’ultimo 30%) terrà conto invece della classifica degli ultimi cinque campionati (conteggiato sempre con il coefficiente numerico da 20 a 1), mentre l’ultimo 10% si atterrà alla tradizione sportiva dei club, calcolata a partire dalla classifica del campionato 1946-’47, il primo organizzato dalla Lega Calcio.
PIU' EQUILIBRIO O SOLITO CAMBIAMENTO ALL'ITALIANA? – Insomma, un guazzabuglio in cui non sarà facile districarsi, ma che di certo potrà sparigliare la fisionomia del calcio italiano. Sono stati calcolati in 900 i milioni che ogni anno dovranno dividersi le venti società di Serie A, attraverso i criteri esposti sopra. Una cifra ingente, che se da un lato potrebbe consentire alle grandi di tornare competitive anche in Europa, dall’altro potrebbe far si che anche squadre medio-piccole possano inserirsi, con una politica accurata, nelle sfere dell’alta classifica. E’ chiaro che Bologna e Catania, tanto per fare degli esempi, non potranno mai fare una campagna acquisti al livello di Milan, Inter e Juventus. Ma il loro appeal potrebbe crescere sotto il profilo degli ingaggi da poter corrispondere ai calciatori.

mercoledì 1 luglio 2009

Sintesi del messaggio di Zamparini: Sogniamo e basta

Tanti argomenti quelli trattati da Zamparini ma, stringendo il cerchio, un unico e forte messaggio: il Palermo non cercherà di piazzare almeno un grande colpo per ambire alla Champions, continuerà a puntare su elementi quali Bresciano e la politica di Napoli o Genoa è quasi un miraggio. Si cercherà la fortuna tentando di poter far leva su quella. A Palermo i grandi colpi che fanno sognare la piazza (vedi Quagliarella o Crespo) rimarranno dei sogni e, molto probabilmente, anche i grandi traguardi come la Champions League che passano proprio dai grandi investimenti, vedi Fiorentina, e non sulla politica del compra a 4 e vendi a 16. Solita storia: "il Palermo dieci anni fa era in C1", quindi ottavo-decimo posto e non oltre.

Tutto Zamparini: "Grandi colpi off-limits"

A margine della premiazione della Primavera, Maurizio Zamparini ha assicurato che non ci saranno grossi ritocchi al suo Palermo. "Non abbiamo stravolto la squadra, che era già forte. Avremo dei rientri importanti come Budan che ritengo un giocatore essenziale - spiega il presidente - Non c’è la necessità di fare molti acquisti e questa è una cosa positiva. Un vice-Liverani? Stiamo trattando alcuni giocatori ma non è detto che serva, perché Zenga non è come Ballardini che si fossilizzava su un modulo solo. Lui gioca con schieramenti diversi". A proposito del nuovo allenatore, "la presentazione si terrà nei primi giorni della prossima settimana, dal momento che rientrerà domenica dalle vacanze negli Stati Uniti", ha ribadito Zamparini. Che non si sbottona su Pastore: "Di lui non parlo fino al 6-7 luglio. Inserimento del Porto? Tutte invenzioni di voi giornalisti". Secca smentita su Rivas: "Non è vero quello che dice Branca, non lo stiamo trattando". Il patron rosanero ha poi fatto il punto della situazione circa il progetto del nuovo stadio: "Il nuovo direttore generale (Mathias Greiner, ndr) si occuperà solo della parte gestionale, non di quella sportiva". Sagramola, invece, "è stato nominato anche amministratore delegato della nuova società di proprietà del Palermo, la Mepal, che costruirà lo stadio. Lui lavorerà a tempo pieno a questo progetto, di cui adesso inizieremo a occuparci seriamente". Ecco che il numero uno rosanero torna a parlare del sogno proibito, Goran Pandev: "Lotito ha inventato il detto ’pagare moneta, vedere cammello’, quindi non voglio contropartite tecniche. L’unica di mio gradimento sarebbe Pandev, un giocatore che mi piace tantissimo – ha detto il patron rosanero – Adesso non cambierei idea sul macedone: se dicesse di sì, sarebbe solo perché noi saremmo la sua ultima spiaggia. Per venire a Palermo ci vuole entusiasmo. Per lui il Palermo sarebbe un declassamento e noi non dovremo mai prendere giocatori che vengono controvoglia". Pandev non giocherà alle falde di monte Pellegrino, ma non si cerca un suo alter ego. "Non pensiamo a un’alternativa. Ad ogni modo, si tratta di un giocatore che guadagna 2-2,5 milioni all’anno e non possiamo garantirgli quella cifra perché inizierebbe una fase discendente che condurrebbe al dissesto finanziario. Ad esempio in difesa: piuttosto che ’cercare avventure’, pensiamo ai buoni giocatori che abbiamo in casa come i titolari Kjaer e Bovo, più Cossentino e Terranova. Cruz non lo prenderei. La Fiorentina non sta spendendo soldi ma li sta incassando, il Napoli aveva necessità di coprire delle zone che noi riteniamo di avere coperte. Non per niente il club campano mi ha chiesto Simplicio e Noverino. Abbiamo giocatori che tutti ci invidiano, per cui ci teniamo quelli." Maurizio Zamparini risponde così a chi dipinge uno scenario di immobilismo da parte del Palermo. "Abbiamo i Cavani, i Bresciano e dei giovani come Hernandez e Mchedlidze che quest’anno esploderanno - aggiunge il presidente del Palermo - Poi arriveranno due dei migliori elementi sul mercato (Bertolo e Pastore, ndr): vedrete di che ’razza’ sono questi ragazzi".

lunedì 29 giugno 2009

La Confederations in pillole: le Finali

Si è conclusa, in crescendo e con segnali incoraggianti, la Confederations Cup, conclusasi con due gare avvincenti e ricche di colpi di scena. Prima di entrare nel merito della Finalissima giusto dar spazio alla Finalina, che ha ulteriormente mostrato la competitività del Sudafrica, bravo a tenere testa ad una Spagna che non esce di scena con quell'aura d'imbattibilità che si era conquistata sino ad una settimana fa: tuttavia, va sempre dato alle Furie Rosse il beneficio del dubbio dato che son mancati in questa Confederations Cup giocatori come Iniesta e Senna. Del Bosque deve comunque stare attento perchè questa manifestazione, come tutte le manifestazioni in cui non si vince, tiene in eredità strascichi particolari: in particolare a centrocampo l'allenatore che già gestì i Galacticos nella loro prima versione deve fare i conti con qualche malcontento, specie di un Fabregas che se agli Europei si era dimostrato prezioso dodicesimo uomo per cambiare ritmo alle partite dalla panchina, oggi è sempre più insofferente in una seleciòn che probabilmente in Sudafrica avrebbe dovuto dargli più fiducia.

Gioia verdeoro - Hanno festeggiato come se avessero vinto il Mondiale i brasiliani al fischio finale della partita con gli USA. Giusto, perchè anche manifestazioni come queste i giocatori le vogliono vincere, ragion per cui qui in Italia giustificare lo scarso impegno azzurro con il classico "ma è una coppetta" suona ancor più triste e patetico specie dopo ieri. Dicevamo del Brasile, che ancora una volta ha dimostrato una qualità sorprendente per i verdeoro: saper soffrire. La selecao è una squadra che sa dominare, sa essere cinica e sa tirarsi fuori da situazioni difficili. L'ha fatto con l'Egitto, l'ha fatto col Sudafrica, l'ha fatto con gli USA. Ciò in vista del mondiale, scaramanzie a parte, fa paura perchè i brasiliani con questa voglia di vincere rischiano di fare il vuoto: la strada è lunga, ma il Brasile pur non essendo la miglior selecao di tutti i tempi, sembra in pole. Specie con questo Luis Fabiano, in forma spaventosa.
Dal canto degli USA poco da dire, solo complimenti a Bradley e ad una squadra dalla gran voglia, sorretta in difesa da due mastini come Onyewu e Demerit, con giocatori di corsa e tecnica a centrocampo come l'ottimo Dempsey, il movimento di Davies e Donovan davanti per alimentare la fisicità di Altidore: una squadra dall'ossatura convincente, che può giocare un buon Mondiale. Non stupirà il mondo forse, ma può ottenere grandi risultati.


Consigli per gli acquisti - Ultimo appuntamento della rubrica, due soli giocatori da segnalare a tutti quelli che in precedenza hanno occupato queste righe. La Finalina ha fatto vedere un gran Katlego Mphela, classe 1984, compagno di Gaxa al Memelodi Sundowns. Non si spiega perchè non abbia giocato di più, dato che è fisico quasi quanto Parker, ma molto più bravo vicino alla porta è soprattutto con la palla al piede. Molti ancora si chiedono se la sua punizione per il 2-2 allo scadere sia solo fortuna o un segno delle grandi capacità del giocatore: di sicuro comunque abbiamo visto un gesto tecnico pregevole e non è stato il solo visto nella Finalina.
La Finalissima ha mostrato tanti giocatori: alcuni al centro del mercato (Luis Fabiano), alcuni che la loro occasione in Europa l'hanno avuta senza successo (Donovan), ma in particolare vogliamo segnalare la prestazione di Dempsey, consacrato anche a livello internazionale dopo una splendida stagione col Fulham: buon fisico, ma soprattutto grande tecnica e ottima capacità d'inserirsi per andare alla conclusione. Può giocare esterno, seconda punta ma non sarebbe un cattivo giocatore nemmeno in mezzo al campo. Giocatore polivalente che farebbe comodo a tante squadre.

Benvenuto Rigoni, arrivederci Misuraca...addio Pastore?


Il Palermo, come comunicato nel sito ufficiale della società rosanero, ha acquistato dal Vicenza, con la formula della comproprietà, il cartellino di Nicola Rigoni (19). La società rosanero ha anche ceduto al Vicenza il cartellino di Gianvito Misuraca (19) con la formula della compartecipazione: un'ottima occasione per il campioncino della Primavera, che potrà farsi le ossa nel campionato cadetto.
In giornata però è arrivata anche una brutta notizia per i rosanero, tramite il periodico argentino Olè, che ha riportato le seguenti parole di Javier Pastore: "Ho già detto che voglio restare altri sei mesi all´Huracan perchè credo sia importante per la mia crescita professionale come calciatore". Parole da prendere con le molle perchè si tratta comunque di dichiarazioni rilasciate in un momento cruciale per l'Huracàn, impegnato nella lotta scudetto. Ma la storia infinita riguardante il campioncino argentino continua, e chissà come andrà a finire.

sabato 27 giugno 2009

Palermo, vicino Andrè Diàs?

Il procuratore di Fabio Enrique Simplicio, Gilmar Rinaldi, ha oggi rivelato un'interessante notizia che riguarda il Palermo: nulla di nuovo sul fronte Simplicio però, dato che la novità riguarda il difensore brasiliano Andre Dias, 30 anni, attualmente in forza al San Paolo. Rinaldi ha ammesso che: "Abbiamo ricevuto una offerta di circa 5 milioni di dollari da parte del Palermo. Considerando l’età del giocatore credo che il club paulista possa lasciarlo partire. Abbiamo un ottimo rapporto con i dirigenti del Palermo".
Al di là dell'ultima frase che potrebbe gettare un velo d'ottimismo anche sul fronte Simplicio, parebbe dunque vicino il giocatore paulista: si tratta di un roccioso centrale di difesa, alto 1,84 cm, che ha vestito la casacca del San Paolo dalla stagione 2006-2007 sino ad oggi, con un bottino di 84 presenze e 5 goal. Vanta un'esperienza anche nel Flamengo. Nelle prossime ore sapremo di più, e avremo la conferma se Dias sarà il sostituto di Carrozzieri (dalla foto a sinistra, più che il sostituto pare il sosia...) per la prossima stagione, nonchè uno dei 3 giocatori d'esperienza (uno per ruolo) richiesti da Zenga alla dirigenza.

giovedì 25 giugno 2009

La Confederations in pillole: le Semifinali


"Miracle On Grass" - La sensazionalistica cultura statunitese spesso non esita a utilizzare la parola miracolo in molti ambito. In campo sportivo ad esempio tutti gli americani ricordano "The Miracle On Ice", riferendosi alla debole squadra di hockey USA che vinse la Semifinale contro i favoritissimi Russi alle Olimpiadi di Lake Placid del 1980, vendicando l'umiliante sconfitta patita un mese prima al Madison Square Garden in amichevole e di fatto spianando la strada verso l'oro olimpico: sulla vicenda Hollywood c'ha fatto un film, che trasuda epica da tutti i pori, con un fenomenale Kurt Russell. Probabilmente la nazionale statunitense di calcio non avrà mai quest'onore, dato che negli USA persino le news provenienti da un evento unico come il Draft NBA oggi oscurano le gesta dei ragazzi di Bradley, ma non c'è dubbio che ieri si sia assistito ad un miracolo.
Interrompere la striscia di una squadra come la Spagna non era facile, gli USA ci sono riusciti mettendoci ciò che serviva: cuore, senso del sacrificio e una formidabile organizzazione tattica. La squadra stelle e strisce ha capito inoltre altri segreti per esser vincenti: un meccanismo ben oliato e un cinismo d'altri tempi. Il gioco comunque c'è stato, specie nelle battute iniziali, forse lucrando sulla leggerezza degli spagnoli, che hanno approcciato la gara in maniera fin troppo narcisista e superficiale, come se pensassero che gli States fossero un'altra Nuova Zelanda, o l'Iraq e il Sudafrica: non si possono spiegare altrimenti errori come l'azzardo corso da Capdevila nel provare ad anticipare un torello come Altidore, o il lezioso stop di Ramos quando si doveva spazzar via la palla.
Purtroppo per gli spagnoli, per la prima volta le Furie Rosse giocavano contro avversari all'altezza: risultato? Vincono gli States, ha luogo l'elogio della concretezza (e in Italia un'errata apologia di ciò che la Nazionale non ha fatto), mentre in Spagna si discute sugli huevos della selecciòn in un clima di ridimensionamento nemmeno tanto negativo in ottica mondiale: perchè gli USA di ieri insegnano che si vince con umiltà, fame e voglia di stupire il mondo. Ma non solo: voglia di fare il miracolo, non più sul duro ghiaccio ma sulla soffice erba di un campo da calcio.

Onore ai Bafana Bafana - I miracoli però difficilmente si ripetono in due giorni. Se lo sarebbero meritato pure i padroni di casa del Sudafrica di disputare la finale, ma per arrivare in finale servono pure episodi favorevoli, cosa che oggi è mancata. Un fischio a favore, il tiro telecomandato di Dani Alves che va in rete: così è sfumato il sogno di un Sudafrica che comunque esce a testa alta da una Confederations Cup giocata in crescendo sia dal punto di vista atletico che da quello tattico, una squadra forse sottovalutata che oggi può dirsi esattamente dove voleva essere ad un anno dal Mondiale da ospitare.
Al contrario del Sudafrica un Brasile che come al solito parte bene, poi scende e comincia a giocare con un andamento che sa tanto di montagne russe: come con l'Egitto raccoglie più del leggittimo, va avanti soffrendo e vola verso quella che sarebbe una vittoria giusta, non tanto per il gioco espresso ma per la clamorosa convergenza di eventi favorevoli ai verdeoro. Tra pochi giorni il responso, tra i brasiliani e un'altra Confederations Cup c'è solo il miracolo stelle e strisce.

Consigli per gli acquisti - Visita in USA per la coppia centrale Demerit-Onyewu: il primo, classe 1979, gioca nel Watford, in Inghilterra. Difensore vecchio stile, con notevole propensione al far legna, gioca bene d'anticipo e raramente sbaglia nelle decisioni. Si vede che ha l'esperienza di un giocatore navigato abituato al gioco europeo. Onyewu, classe 1982, gioca nello Standard Liegi ma ora è disponibile a parametro zero (si dice sia stato offerto al Livorno): fisico imponente, 195 centrimetri per 98 chili, sfrutta al meglio le doti che madre natura gli ha dato con un gioco fatto di gesti di gran potenza, abilità in anticipo e ottime capacità aeree. Non è un marcatore esperto come Demerit, ma fisicamente fa paura a tanti attaccanti.
Ultimo consiglio per gli acquisti dal Sudafrica con Siboniso Gaxa, classe 1984 del Mamelodi Sundowns, terzino di corsa e fisico, gioca con gran generosità ed è abbastanza abile nel sovrapporsi. Non fa dei grandissimi cross, ma per quanto riguarda tutto il resto ha un bagaglio tecnico decisamente all'altezza del calcio europeo.

La Finale - Appuntamento dunque il 28 Giugno a Johannesburg per lo strano scontro tra USA e Brasile. Pronostici della rubrica che già prima, con risultati non molto incoraggianti, si era sbilanciata durante questa Confederations Cup? Nessuno, non si vuole rischiare. Vogliamo lasciarvi solo con una domanda, la famosa domanda che Al Micheals, noto telecronista americano, rese famosa il giorno in cui ebbe luogo "The Miracle On Ice" di cui si è parlato qualche riga fa: "Do you believe in miracles?".

Il giovedì rosanero: Pastore, Paletta e le comproprietà

Il presidente Zamparini ha confermato la notizia che tutti i tifosi rosanero aspettavano da tempo: il fantasista Javiuer Pastore dell'Huracan giocherà nel Palermo, a partire dal prossimo gennaio. Un'operazione da circa 15 milioni di euro: non è possibile una comproprietà tra federazioni straniere, ma il Palermo studierà una formula per pagare in due tranche da poco più di sette milioni cadauna, come se si trattasse di una comproprietà. "Pastore è praticamente nostro. Manca solo l'ufficialità che dovrebbe arrivare al termine del campionato argentino", ha detto il numero 1 rosanero. Probabile che Pastore venga ufficializzato e presentato assieme a Bertolo, altro acquisto rosanero proveniente della terra dell'Albiceleste.
Fumata nera in invece per Paletta, per la quale era stato mandato un osservatore in Argentina nella giornata di ieri: il centrale del Boca non si è allenato e pare ben lontano dal 100%, dunque l'operazione sembra ormai definitivamente saltata.
La giornata si è rivelata poi decisiva per la risoluzione di numerose comproprietà: i rosanero hanno acquistato l'intero cartellino di Davide Succi per 3 milioni di euro, che presto verranno recuperati con la cessione dell'attaccante bolognese al Siena; rinnovate poi le comproprietà con Davide Lanzafame, anche lui con le valigie pronte in vista di un prestito, e di Gianni Munari, che rimarrà a Lecce; Infine il Genoa ha esercitato l'opzione per riscattare Bosko Jankovic.
Terminata la settimana delle comproprietà, l'intero calciomercato italiano entra ora nel vivo: secondo le richieste di Zenga ai rosanero ora manca un giocatore d'esperienza per ogni reparto. Dopo aver perseguito una politica fondata sui giovani, ora quindi Sabatini dovrà mirare a giocatori maggiormente navigati: chi arriverà alla corte dell'ex portierone dell'Inter e della Nazionale?